IBM acquisisce Red Hat per 34 miliardi di dollari

IBM ha concluso l’accordo di acquisizione di Red Hat per la cifra di 34 miliardi di dollari.

L’azienda ha definito l’operazione come la più significativa del 2018 in ambito tecnologico ed ha, sempre secondo l’azienda, l’obiettivo di sbloccare il vero valore del cloud per le aziende, con un approccio “open” per il cloud alla ricerca della massima sicurezza e portabilità fra le varie piattaforme.

Per l’acquisizione di Red Hat, IBM pagherà 190 dollari per azione, con un bonus di oltre il 60% rispetto al valore di mercato della compagnia di software all’ultimo aggiornamento in Borsa.

Stando a quanto si legge sul comunicato ufficiale, JPMorgan ha contribuito a grossa parte del finanziamento, mentre Red Hat è stata rappresentata da Guggenheim Partners. IBM si impegnerà a rimanere fedele al modus operandi di Red Hat, mantenendo la sua partecipazione nella community open source e il modello di sviluppo attuale, e continuando a promuovere il suo ecosistema di sviluppatori diffuso in tutto il mondo.

L’acquisizione non ostacolerà le partnership che Red Hat ha siglato nel corso del tempo, incluse anche quelle relative all’ambito del cloud: Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud, Alibaba, e altre, verranno supportate appieno in aggiunta, ovviamente, a IBM Cloud. Red Hat entrerà a far parte del team Hybrid Cloud di IBM come unità separata, preservando l’indipendenza e lo sviluppo dei prodotti della compagnia.

Red Hat continuerà ad essere guidata da Jim Whitehurst, e manterrà l’attuale team di gestione e la propria sede principale, le strutture e il brand di Red Hat rimarranno invariati, almeno questi sono i piani annunciati in questa fase dell’acquisizione.

Jim Whitehurst ha commentato così l’acquzione:

“Unire le nostre forze a quelle di IBM ci fornirà una potenzialità maggiore nella crescita, nelle risorse e nelle capacità di accelerare l’impatto dell’open source come base per la trasformazione digitale, e porterà Red Hat ad un’audience ancora superiore – tutto preservando la nostra cultura esclusiva e il nostro impegno costante per l’innovazione nel campo dell’open-source”.